Studi Indocinesi

Studi Indocinesi

lunedì 15 giugno 2015

CALL FOR PAPERS | Center for Khmer Studies

CALL FOR PAPERS | Center for Khmer Studies

CALL FOR PAPERS

6th International Conference on
The History of Medicine in Southeast Asia
(HOMSEA 2016)
To be held in Siem Reap, Cambodia
13-15 January 2016
Conference Host:
Center for Khmer Studies (CKS), Siem Reap (Cambodia)
http://www.khmerstudies.org
With support from:
Center for Khmer Studies (Cambodia)
The Canada Research Chair in Health Care Pluralism, Université de Montréal (Canada)
University of Sydney (Australia)
Tembusu College at National University of Singapore (Singapore)
cid_image003_jpg@01D07DAF
Program Committee:
Dr. Krisna Uk, Center for Khmer Studies, Cambodia
Prof. Laurence Monnais, Université de Montréal, Canada
Assoc. Prof. Hans Pols, University of Sydney, Australia
Dr. Mitch Aso, University at Albany, SUNY, United States
and members of the Local Organizing Committee
As HOMSEA will be celebrating its 10th anniversary in Siem Reap (where everything began ten years ago!), all proposals on the subject of the history of medicine and health in Southeast Asia will be considered, but preference will be given to those on the theme of: “History of Medicine in Southeast Asia: Future Perspectives”
Please submit a one-page proposed abstract for a 20-minute talk, and a one-page CV by July 15 2015 to: Laurence Monnais: laurence.monnais-rousselot@umontreal.ca
Please note that it may be possible to subsidize some of the costs of participation for scholars from the Southeast Asia region, and for graduate and postgraduate students.
If you wish to ask for support, please send a separate email justifying your request by July 15 to Laurence Monnais.
Propositions will be reviewed by September 2015.
Further information regarding the venue, registration, registration fees and accommodation options will be available by then (http://www.fas.nus.edu.sg/hist/homsea/; http://www.khmerstudies.org/)
Laurence Monnais
Professeur titulaire
Département d’histoire – CETASE
Chaire de recherche du Canada sur le pluralisme en santé
http://www.chairs-chaires.gc.ca/chairholders-titulaires/profile-eng.aspx?profileId=2314
Equipe MEOS
http://www.meos.qc.ca/
Université de Montréal
C.P. 6128 Succ. Centre-ville
MONTREAL, QC, CANADA H3C 3J7
Tel: (514)-343-6544
- See more at: http://www.khmerstudies.org/about/cks-news/st-call-for-papers/#sthash.jsgYzzoA.dpuf

“Valori per il bene comune”: seminario di formazione all’Istituto San Paolo di Takeo - Agenzia Fides

“Valori per il bene comune”: seminario di formazione all’Istituto San Paolo di Takeo - Agenzia Fides

Phnom Penh (Agenzia Fides) – I valori condivisi, in una società pluralistica, sono i “mattoni” sui quali edificare il bene comune: è quanto ha affermato un seminario tenutosi nei giorni scorsi all’Istituto San Paolo di Takeo, nel Vicariato Apostolico di Phnom Penh, dal titolo “Costruire l’edificio dei valori nella società cambogiana del 21° secolo” organizzato in collaborazione con l’Unesco e l'Università degli Studi di Bergamo, in Italia. 
Come appreso da Fides, al seminario hanno partecipato 165 tra studenti, personale e docenti dell’Istituto San Paolo, i direttori delle scuole superiori della provincia di Takeo, rappresentanti dei gruppi della società civile, rappresentanti delle comunità e istituzioni cattoliche. Presente il Vescovo Oliver Schmitthaeusler, Vicario Apostolico di Phnom Penh, e il Rettore dell'Istituto San Paolo.
I relatori si sono concentrati sulle sfide affrontate in Cambogia per costruire una società armoniosa da parte di tutte le comunità sociali e religiose presenti nel territorio nazionale. 
La riflessione si è allargata alla comunità dell'ASEAN, l’Associazione delle nazioni del Sudest asiatico, dove verranno integrate le economie e le culture in un prossimo futuro. Un assunto è stato condiviso: “Gli esseri umani hanno una dignità intrinseca che li rende uguali e preziosi. Possono ricercare il bene comune, in termini di rispetto dei diritti umani e valori umani, in spirito di responsabilità e di partecipazione attiva, in un senso di solidarietà e di fraternità”. La Chiesa cattolica cambogiana si impegnerà a portare avanti questa prospettiva. 
L’Istituto San Paolo sorge a Takeo, 70 km a sud della capitale, e offre formazione ai giovani nel campo dell’agronomia e dell’informatica. Primo centro di studi superiori fondato dalla Chiesa cattolica locale, è stato voluto da Sua Ecc. Mons. Olivier Schmitthaeusler e realizzato grazie all’impegno comune della Chiesa cattolica cambogiana. Il centro, aperto nel 2010, intende diventare un “polo di eccellenza”, per l’impegno della Chiesa nell’opera di istruzione. (PA) (Agenzia Fides 12/6/015)

sabato 31 maggio 2014

La Cambogia vista con gli occhi di Tiziano Terzani. Inaugurata la mostra In Cambogia. Fotografie dell'Archivio Tiziano Terzani"

Viaggio in Cambogia con gli occhi di Tiziano Terzani


VENEZIA. Inaugurata in occasione della giornata di studi “Ricostruire la Cambogia dopo i Khmer Rossi. L’esperienza di vita e di lavoro di Onesta Carpenè”, negli spazi espositivi della Manica Lunga a Venezia, si visita fino al 2 giugno la mostra “In Cambogia. Fotografie dall’Archivio Tiziano Terzani”, a cura di Angela Terzani Staude e Giulia Martini. Comprende ventisei stampe fotografiche originali, una ventina di riproduzioni da negativi, provini autentici e documenti tra dattiloscritti ed estratti stampa dell’epoca. Il progetto nasce in circostanze particolari: grazie ad Angela Staude, vedova Terzani, è in fase di definizione la donazione dell’Archivio di Tiziano Terzani. La Fondazione ha già ricevuto la cospicua Biblioteca di interesse orientale, ricca di circa seimila volumi. L’Archivio è costituito da un’importante raccolta di materiali eterogenei, fondamentali per poter conoscere un mondo intensamente toccato dai grandi cambiamenti storici nel XX secolo. Vi sono tutti gli articoli, ritagliati, pubblicati in Der Spiegel, Repubblica, il Corriere della Sera, l’Espresso, il Giorno, il Messaggero e documenti di accompagno, foto, negativi, appunti, diari; corrispondenza professionale e personale; vecchie macchine da scrivere e fotografiche, carte geografiche, passaporti.
La selezione di immagini e documenti presentata all’interno della mostra riassume una parte di quanto prodotto da Terzani durante il viaggio in Cambogia del 1980. I reportage dalla Cambogia del giornalista fiorentino, che nel 1972 arriva a East of Aden come corrispondente di guerra per il settimanale tedesco Der Spiegel, coprono un arco di circa 25 anni, dall’inizio dei Settanta fino agli anni Novanta del secolo scorso. Questi documenti scandiscono tutti i capitoli della tragedia cambogiana: il colpo di stato contro Sihanouk, i bombardamenti americani, la guerra civile, i crimini di Pol Pot, la confusa e ingovernabile migrazione dei profughi, la liberazione vietnamita, il fallimento delle Nazioni Unite. Tra le varie occasioni in cui Terzani visita la Cambogia per realizzare i suoi dispacci, il viaggio del 1980, oggetto del lungo reportage “Sento ancora le urla nella notte” pubblicato da Der Spiegel nell’aprile dello stesso anno, è sicuramente il più significativo: un’esperienza drammatica, che lo spingerà più tardi a scrivere “quanto ci eravamo sbagliati”. Dopo aver riportato le prime testimonianze sulla tempesta polpottiana attraverso i racconti dei rifugiati che cercavano di passare il confine tra Cambogia e Thailandia, nel marzo del 1980 Terzani riesce finalmente a entrare nel paese, per vedere con i propri occhi “quel tanto di orrore” che solo la realtà riserva.
Tre settimane, 1500 chilometri percorsi e 19 province visitate. Quello che Terzani attraversa non è solo un paese sfigurato dalla guerra, che pure conserva sempre la grande vivacità respirata negli anni Settanta. Non sopravvivono che “i fantasmi” e “gli scheletri delle cose” rimasti dopo le distruzioni. Nelle fotografie emerge il racconto di una precisa e terribile testimonianza, già resa nota a parole e qui riproposta attraverso gli occhi e l’obbiettivo di Tiziano Terzani. “In Cambogia. Fotografie dall’Archivio Tiziano Terzani”Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore, Nuova Manica Lunga della Fondazione Cini. Orario: Lunedì - Venerdì: 9 - 16.30 per gli utenti delle Biblioteche della Fondazione Giorgio Cini. Sabato e Domenica: solo tramite il servizio di visite guidate della Fondazione Giorgio Cini. 


venerdì 16 maggio 2014

Cambogia, povertà e diseguaglianze "frenano lo sviluppo del popolo, serve un cambiamento": parla mons. Figaredo, prefetto apostolico di Battambang

Cambogia, povertà e diseguaglianze "frenano lo sviluppo del popolo, serve un cambiamento"
Mons. Enrique Figaredo, Prefetto apostolico di Battambang, conferma “l’estrema povertà” nella quale vive una “fetta consistente della popolazione”. La ricchezza “non è distribuita in modo eguale”, il Paese ha bisogno di un cambiamento “pacifico”. Cresce la Chiesa locale, ma l’obiettivo è “formare un clero locale”. 

Phnom Penh (AsiaNews) - "La povertà, l'estrema povertà nella quale vive ancora una fetta troppo consistente della popolazione cambogiana" è uno dei freni principali allo sviluppo del Paese; essa comporta "risvolti concreti sulle speranze di vita della gente, sulla loro salute e sull'accesso all'istruzione". È quanto afferma mons. Enrique Figaredo Alvargonzales, Prefetto apostolico di Battambang (una delle tre circoscrizioni della Chiesa cattolica in Cambogia). Il prelato è anche vice-presidente Celac, la Conferenza episcopale di Laos e Cambogia e presidente di Caritas Cambogia. In questa veste egli partecipa alla Campagna annuale di Caritas Francia - Soccorso cattolico, in programma dal 12 al 18 maggio, durante la quale è intervenuto in qualità di relatore. In una intervista a Eglise d'Asie, mons. Figaredo spiega che la persistente povertà è causa di un "consistente flusso migratorio" che coinvolge "in particolare i giovani, che lasciano la nostra regione di Battambang", che è in linea di massima rurale, per vivere nelle grandi città. Le mete privilegiate restano Siem Reap, Sihanoukville o Phnom Penh, ma "sono al contempo molti quelli che emigrano all'estero, in Thailandia".
In questi 14 anni alla guida della prefettura apostolica, mons. Figaredo ha visto "dei miglioramenti, la crescita economica del Paese è un dato di fatto, ma la ricchezza non è distribuita in modo eguale" e "la povertà resta endemica". Fra le fasce più giovani della popolazione, racconta il prelato, il "desiderio di una vita migliore è un dato di fatto". Di recente la Cambogia è stata scossa da una serie di manifestazioni, che hanno visto scendere in piazza opposizione e classe operaia; in alcuni casi la risposta del governo è stata dura, anche se sembra prevalere un timido tentativo di dialogo. "Ciò di cui il Paese ha bisogno - continua - non è un'escalation di violenza, ma che le cose cambino davvero in maniera pacifica. In questi ultimi mesi abbiamo moltiplicato i seminari di formazione attorno a questi temi. Questa è stata anche occasione di contatti approfonditi con i buddisti, in particolare i monaci".
In un contesto frammentato, che porta ancora i segni del dramma dei Khmer rossi e del regime sanguinario che fra il 1975 e il 1979 ha causato la morte di un quarto della popolazione, uno dei principali aspetti della pastorale della Chiesa è "costruire comunità che siano come famiglie". "I legami sociali hanno molto sofferto - aggiunge il prelato - e lo sviluppo economico attuale non aiuta certo a ricostruire". Per questo i cattolici tanto nelle scuole, quanto nei centri per disabili, anziani e persone con problemi mentali come primo obiettivo "mirano sempre a ricostruire la comunità".
Dal duemila a oggi la realtà cattolica di Battambang è raddoppiata, passando da 3mila a oltre 6mila fedeli iscritti nei registri parrocchiali. Le messe sono sempre affollate, partecipano anche persone che non hanno ricevuto il battesimo, racconta il prelato, ma che sono attirate "dalla liturgia, dall'atmosfera spirituale, dalla festa, dai canti e balli". È evidente, conclude il vescovo, che i cambogiani avvertono ancora il cristianesimo "come una religione importata dall'estero" e le chiese sono animate e guidate "da personale missionario". Nel tempo l'obiettivo è formare un clero locale solido, in grado di assumersi anche la responsabilità della guida di diocesi e parrocchie. Tuttavia, almeno a Battambang "l'ambiente è più asiatico che europeo, visto che sono solo due i sacerdoti non asiatici, mentre gli altri nove provengono da Indonesia, Filippine, Corea, Thailandia e India".
Nato in Spagna il 21 settembre 1959, mons. Figaredo ha fatto il suo ingresso nella Compagnia di Gesù nel 1979 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Nel 1985, durante gli anni di università, è volontario nel Jesuit Refugees Service (Jrs) e lavora al fianco dei rifugiati cambogiani in un campo oltreconfine in Thailandia. Laureato in economia, poi in teologia e filosofia, egli si trasferisce in Cambogia per aiutare i mutilati e reduci di guerra; nel 1991 collabora alla nascita della "Casa della colomba", centro di accoglienza per i bambini vittime del conflitto. Come gran parte dei cristiani cambogiani, una esigua minoranza (2%) in un Paese in larga parte buddista (93%), egli è impegnato in attività di caritativa nel contesto di una realtà caratterizzata da forti conflitti politici e sociali.


Articolo pubblicato su:
http://www.asianews.it/notizie-it/Cambogia,-povert%C3%A0-e-diseguaglianze-frenano-lo-sviluppo-del-popolo,-serve-un-cambiamento-31084.html

martedì 27 agosto 2013

Contro la schiavitù dei bambini in Cambogia: il film "Parla con gli alberi"


Questa mattina nel Tg1 si è parlato del film "Parla con gli alberi", una denuncia dell'orrore dello sfruttamento della prostituzione infantile in Cambogia. Un documentario premiato negli Stati Uniti e in Canada che verrà presentato il 31 agosto alla Mostra del Cinema di Venezia.

"Parla con gli alberi" è di Ilaria Borrelli, protagonista e regista insieme al marito Guido Freddi, produttore del film pluripremiato negli Stati Uniti e in Canada. Il film, autoprodotto e autofinanziato con il crowdfounding, è a sostegno delle ttività nel paese di Ecpat Italia impegnata da anni in Cambogia con progetti di prevenzione, di Amnesty International in Francia, e Unicef Canada e Italia e sarà presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il prossimo 31 agosto. 

mercoledì 7 agosto 2013

Italiani in Cambogia. Il carbone dalle noci di cocco: la Sgfe di Carlo Figà Talamanca

In Cambogia l'80% della popolazione utilizza il carbone per alimentare le proprie cucine, scaldare l'acqua, produrre, ricavandolo però dal legname delle foreste e depauperando così l'ambiente naturale. La Cambogia è uno dei Paesi più deforestati del mondo a causa del taglio illegale degli alberi e dello sviluppo dei terreni agricoli. L'inquinamento da combustibile è una delle principali cause dell'inquinamento atmosferico dopo le automobili.
Un ingegnere italiano, Carlo Figà Talamanca, ha trovato a Phnom Penh il sistema di produrre una carbonella ecosostenibile dai gusci delle noci di cocco, realizzando un combustibile quasi non inquinante ed amico dell'ambiente. Rilevata nel gennaio 2012 la SGFE (Sustainable Green Fuel Enterprise), una piccola impresa nata nel 2008 da una Ong francese, la Groupe Énergies Renouvelables, Environnement et Solidarité (GERES), Carlo Figà Talamanca, esperto di technology transfer, l'ha rilanciata incrementando notevolmente la produzione della carbonella ecofriendly (dalle 4 tonnellate iniziali alle 15-20 di adesso) e conseguentemente il numero degli addetti alla trasformazione dei gusci delle noci di cocco, i quali percepiscono uno stipendio soddisfacente insieme ad assicurazione e altri incentivi. La raccolta dei gusci delle noci di cocco nei mercati alimenta inoltre un'economia di fornitori che vendono direttamente all'azienda i gusci da trasformare.


Vedi anche:
http://www.sgfe-cambodia.com/
Le noci, il carbone e un ingegnere italiano in Cambogia
http://www.wifuproject.com/solutions-durables/thailande/